SECURITY

Ci sono film dotati di una qualità assai apprezzabile, l’onestà intellettuale. Non si spacciano per quello che non sono, ti buttano in faccia la loro tamaraggine e per questo finisci con il voler loro un gran bene. In questo gruppo rientra senza alcun dubbio l’ultimo lavoro di  Alain Desrocher, tizio va detto fino ad ora completamente sconosciuto, da tempo circolante su Netflix accompagnato da buone recensioni e recuperato, al solito, con grande ritardo.

Eddie, ex militare costretto ad accettare un lavoraccio come guardia di sicurezza in un grande magazzino in una zona malfamata della città. Durante la sua prima notte di servizio,  dovrà proteggere una ragazzina, fuggita da un trasporto di polizia attaccato da un gruppo di criminali. E’ l’unica testimone di un processo importante e sulle sue tracce c’è una banda di mercenari disposta a tutto perché Jamie, questo il nome della ragazzina, non arrivi viva sul banco dei testimoni.

Security” non brilla certo per originalità, diciamo pesca da tanto  cinema anni 80, ma ha tutte le sue cose al postoci giusto. Diciamo la verità, sorprese zero, sin da quando iniziamo a vederlo sappiamo perfettamente come andrà a finire…”Security” a suo modo, nella sua tamarraggine è perfettamente rassicurante, ed è per questo che suscita tanta simpatia. Niente mezze misure,  niente approfondimenti psicologici, qui i buoni sono buoni fino al midollo, e i cattivoni sono oni – oni. Partiamo dai secondi, capitanati da un Ben Kingsley monoespressivo come non mai, soprattutto perché se cambiasse espressione temo se la farebbe sotto dal ridere, sono trucidi, trucidissimi, pittoreschi,memorabile il tizio che scala la parete a colpi di machete, nonché destinati ad essere abbattuti al primo scontro frontale con Eddie, ovvero Antonio Banderas. Ed eccoci a lui, protagonista assoluto. Granitico come un Tegolino del Mulino Bianco (questa l’hanno capita in due…) l’ex (molto ex)pupillo di Almodovar è in forma smagliante e in piena fase Liam Neeson ma non se la cava per niente male. Soldato rientrato a casa a cui la madrepatria ha voltato le spalle, appena vede la ragazzina, stranamente non particolarmente odiosa, non ha un secondo di esitazione, prende il comando della (sgangheratissima) baracca e comincia a far fuori i cattivacci. Così, pulito, lineare, come piace a noi. Alla fine “Security” non rimarrà negli annuari del cinema ma risulta, comunque, un piacevole modo di trascorrere una oretta e mezza. Alla faccia di Almodovar, Ghandi e Rosita…



 

 

Comments

  1. Cassidy

    Anche Tonino si è giocato la carta Liam Neeson, sono contento che il film ti sia piaciuto, e dopo i “Budini molli” di Francesco Salvi adesso avremmo l’espressione: Duro come un Tegolino 😉 Cheers!

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